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Guida per genitori e insegnanti
Come imparare le tabelline
Sapere le tabelline a memoria serve per tutta la scuola primaria (le elementari) e anche dopo. Un bambino che sa che 7 × 8 = 56 («sette per otto, cinquantasei») senza doverlo ricalcolare ha la testa libera per quello che conta davvero: la divisione in colonna, la frazione di un numero o quel problema di quattro righe che va letto con calma.
Quando si imparano le tabelline?
In Italia le tabelline si studiano dall'1 al 10, e tutte insieme formano la tavola pitagorica, la tabella di 10 righe e 10 colonne appesa in tante aule. Le Indicazioni nazionali del 2012, che valgono ancora per le classi dalla seconda alla quinta, chiedono di «conoscere con sicurezza le tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a 10» entro la fine della terza. Le Nuove Indicazioni nazionali, in vigore dal 2026/27 a partire dalla classe prima, chiedono lo stesso: conoscere le tabelline fino a dieci entro la fine della terza. Il percorso anno per anno lo decidono la scuola e il libro di testo, ma di solito va così:
| Classe | Che cosa si fa di solito |
|---|---|
| Classe prima | Pari e dispari, i doppi dei numeri piccoli, i salti di 2, di 5 e di 10 sulla linea dei numeri: le tabelline si preparano. |
| Classe seconda | È la classe delle tabelline. Si parte dall'addizione ripetuta (3 × 4 = 4 + 4 + 4) e dagli schieramenti, e spesso si arriva a tutte le tabelline dal 2 al 10 prima dell'estate, con la tavola pitagorica e le prime divisioni. |
| Classe terza | Le tabelline si consolidano, anche in ordine sparso, perché servono subito: moltiplicazioni in colonna per due cifre e divisioni in colonna con il divisore di una cifra. |
| Classe quarta e quinta | Le tabelline non si studiano più a parte, si usano: divisioni con il divisore di due cifre, frazioni, problemi e, in quinta, multipli, divisori e criteri di divisibilità. |
Se tuo figlio o tua figlia va più piano dei compagni, non è un dramma: l'importante è che alla fine le tabelline vengano fuori da sole.
Non c'è un esame nazionale delle tabelline
In Italia non esiste una prova nazionale sulle tabelline, né con il cronometro né senza. È la maestra a verificare in classe se i bambini le sanno, a voce o con una breve verifica scritta, e questo entra nel giudizio di fine quadrimestre. Le prove INVALSI di seconda e di quinta, all'inizio di maggio, guardano la matematica in generale: non sono un test di tabelline e non contano per il giudizio. Te le spieghiamo nella guida a verifiche, giudizi e prove INVALSI.
Che non ci sia un esame non vuol dire che le tabelline contino poco. Tornano quasi ovunque:
- Nella divisione in colonna. Per 745 : 8 si dice: «L'8 nel 7 non ci sta, allora prendo il 74: l'8 nel 74 ci sta 9 volte, perché 9 × 8 = 72, e resta 2. Abbasso il 5: l'8 nel 25 ci sta 3 volte, perché 3 × 8 = 24, e resta 1». Quoziente 93, resto 1, e la prova torna: 93 × 8 + 1 = 744 + 1 = 745. Se a ogni passaggio bisogna contare sulle dita, si perde il filo.
- Nelle frazioni. Per calcolare ¾ di 24 si fa 24 : 4 = 6 e poi 6 × 3 = 18. E per capire che 3/4 e 9/12 sono frazioni equivalenti bisogna vedere che 3 × 3 = 9 e 4 × 3 = 12.
- Nelle prove INVALSI. Non chiedono le tabelline una per una, ma chi non deve fermarsi a contare ha più tempo per ragionare e spiegare come ha fatto.
Prima capire, poi imparare a memoria
In tante famiglie le tabelline si ripetono in ordine, come una filastrocca: «due per uno, due; due per due, quattro; due per tre, sei…». Così si fissa la sequenza, ma se per sapere quanto fa 7 × 8 tuo figlio deve partire da «sette per uno» e recitare tutta la tabellina, l'ha imparata a pappagallo, non la sa ancora. L'obiettivo è che ogni risultato arrivi da solo, in qualsiasi ordine.
Prima serve capire che cosa vuol dire moltiplicare. 3 × 4 si può vedere come 3 gruppi da 4: 4 + 4 + 4 = 12. E uno schieramento, cioè delle cose disposte in righe e colonne come le uova nel cartone o i quadretti di una tavoletta di cioccolato, lo fa vedere in un colpo d'occhio e aiuta a ricostruire le moltiplicazioni dimenticate. Prova a disegnarne uno con tuo figlio sul quaderno a quadretti:
Meno da imparare di quanto sembri
L'ordine non conta. Se sa 3 × 8, sa anche 8 × 3: è la proprietà commutativa, e dimezza il lavoro. Guarda la tavola pitagorica: la tabellina dell'1 e quella del 10 si imparano quasi subito, e quello che sta sotto la diagonale ripete quello che sta sopra. Delle 100 caselle, quelle da imparare davvero sono solo 36.
Una tabellina nasce dall'altra.
- Quella del 2 è la tabellina dei doppi: 2 × 8 è il doppio di 8, cioè 16.
- Quella del 4 è il doppio di quella del 2: 4 × 8 è il doppio di 16, cioè 32.
- Quella dell'8 è il doppio di quella del 4: 8 × 8 è il doppio di 32, cioè 64.
- Quella del 6 è il doppio di quella del 3: 6 × 8 è il doppio di 3 × 8 (24), cioè 48.
- Quella del 5 finisce sempre con 0 o con 5, ed è la metà di quella del 10: 5 × 7 è la metà di 70, cioè 35. Sull'orologio è la tabellina dei minuti: quando la lancetta lunga è sul 9 segna 45 minuti, perché 9 × 5 = 45.
- Quella del 10 trasforma le unità in decine: 10 × 6 sono 6 decine, cioè 60.
Quella del 9, con le dita. Si appoggiano le mani sul tavolo con le dieci dita aperte. Per 9 × 3 si abbassa il terzo dito partendo da sinistra. A sinistra del dito abbassato restano 2 dita, le decine, e a destra 7 dita, le unità: 27. Funziona con tutta la tabellina, fino a 9 × 10.
Anche altre regolarità aiutano: le cifre di ogni risultato, sommate, fanno 9 (18, 27, 36, 45…), e 9 × 6 è come 10 × 6 meno un 6: 60 − 6 = 54.
Quella del 7, per ultima. Se tuo figlio sa già tutte le altre, della tabellina del 7 gli resta una sola moltiplicazione nuova: 7 × 7 = 49. Tutte le altre le conosce già a fattori scambiati (7 × 8 è come 8 × 7). E per la più insidiosa c'è un aiuto: «5, 6, 7, 8», cioè 56 = 7 × 8.
Cinque minuti al giorno valgono più di un'ora la domenica. Scegli le due o tre moltiplicazioni che a tuo figlio restano più difficili (spesso sono 6 × 7 = 42, 6 × 9 = 54, 7 × 8 = 56 e 8 × 9 = 72) e tornaci spesso: in macchina, mentre si apparecchia la tavola, sulla strada per la scuola. Se aggiunge la divisione corrispondente (56 : 8 = 7), si esercita due volte. E smetti quando ha ancora voglia di continuare: la volta dopo ripartirà più volentieri.
Giochi per ripassarle senza annoiarsi
Nelle operazioni e nei problemi le tabelline arrivano in ordine sparso. Questi giochi le mescolano senza fatica:
- Il gioco del bzz. A turno si conta ad alta voce, ma al posto dei multipli della tabellina scelta si dice «bzz», come un'ape. Con quella del 4: 1, 2, 3, bzz, 5, 6, 7, bzz… Chi sbaglia fa ripartire tutti da 1.
- La battaglia delle tabelline. Con un mazzo di carte napoletane, piacentine o della tua regione, il fante vale 8, il cavallo 9 e il re 10, come nella scopa. Ognuno gira due carte e le moltiplica: chi ottiene il prodotto più grande prende tutte le carte del giro.
- La tombola delle tabelline. A Natale, chi estrae i numeri li dice come moltiplicazioni: per il 54 «sei per nove», per il 24 «tre per otto». Funziona perché tutti i prodotti della tavola pitagorica, tranne 10 × 10, stanno tra 1 e 90; i numeri che non ci sono, come il 37, si leggono e basta.
- Canzoncine e filastrocche. Spesso la canzoncina più efficace è quella inventata in casa, magari salendo le scale: un gradino, un risultato. Poi si prova a cantarla al contrario, da 10 × 7 a 1 × 7.
Un favo di tabelline
Nei rompicapi con le tabelline di Beequation, uno dei numeri del favo è il prodotto di altri due. Bisogna provare le coppie e ragionare sui divisori, non solo sui risultati. Riesci a trovarlo?
Mostra la soluzione
42, perché 6 × 7 = 42.E uno più difficile, con sette celle:
Mostra la soluzione
63, perché 7 × 9 = 63. Il 54 è un tranello: sarebbe 6 × 9, ma nel favo il 6 non c'è.Un trucco per questi rompicapi: il numero che cerchi di solito è tra i più grandi. Prova a dividerlo per i numeri piccoli: la divisione giusta viene esatta, con un risultato che sta anche lui nel favo.
In Beequation Kids, nel Giardino delle Tabelline, i livelli diventano più difficili poco a poco, senza cronometro, e l'ape Indie dà un aiutino quando serve. Puoi provare i rompicapi con le tabelline anche nella versione gratuita per il browser. Se insegni, il nostro pacchetto di rompicapi da stampare contiene dodici favi con le tabelline dal 2 al 6 e le soluzioni, pronti da fotocopiare (il PDF è in inglese, ma i rompicapi sono fatti solo di numeri).
La sfida di IndieNell'alveare, l'ape Indie riempie di miele 8 file da 7 celle e poi altre 4 file da 9 celle. Quante celle riempie in tutto? Mostra la risposta
Indie riempie 92 celle. Le 8 file da 7 celle sono 8 × 7 = 56 celle, le 4 file da 9 celle sono 4 × 9 = 36 celle. In tutto, 56 + 36 = 92.
Risposte veloci
Fino a quella del 10, come nella tavola pitagorica. Di solito le tabelline si imparano in seconda e vanno sapute con sicurezza entro la fine della terza. Quelle dell'11 e del 12, alla primaria, di solito non si studiano.
È normalissimo: per trovare il risultato ripercorre la tabellina dall'inizio. Fagli poche domande al giorno, sparse, partendo da quelle che si ricavano dalle altre (i doppi, la tabellina del 5, quella del 10). Giochi come la battaglia delle tabelline fanno il resto.
Non serve, e ad alcuni bambini mette solo ansia. Prima conta rispondere giusto; la velocità arriva con la pratica. Se a tuo figlio piace la sfida, lascia che gareggi contro il proprio tempo, mai contro i compagni. Trovi altre idee in come aiutare in matematica a casa.
Parlane con la maestra. Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo, e intanto la tavola pitagorica sul banco permette di andare avanti con operazioni e problemi. Se le difficoltà con i numeri sono forti e durano nel tempo, con lei potrai valutare se rivolgerti a uno specialista: per i bambini con un DSA, come la discalculia, il piano didattico personalizzato (PDP) può prevedere la tavola pitagorica come strumento compensativo.
Esercitati con Indie
Beequation Kids trasforma i calcoli in rompicapi a favo, e l'ape Indie dà un aiutino quando serve. Senza pubblicità e senza raccolta di dati.