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Guida alla classe

La matematica all'infanzia: che cosa impara tuo figlio (5–6 anni)

Sono un'ape a forma di esagono: contiamo insieme i miei lati? Uno, due, tre, quattro, cinque, sei. L'ultimo numero che hai detto ti dice quanti sono: 6! A 5 anni si impara proprio questo.

L'ultimo anno della scuola dell'infanzia è quello dei bambini di 5–6 anni, che a scuola tutti chiamano «i grandi». Nel 2026/27 sono soprattutto i bambini nati nel 2021. Molti dicono ancora «l'asilo» o «la materna»: è la stessa scuola. Dura tre anni, dai 3 ai 6, e non è obbligatoria, ma quella statale è gratuita (di solito le famiglie pagano solo la mensa) e quasi tutti i bambini la frequentano. L'obbligo di istruzione comincia l'anno dopo, con la classe prima della scuola primaria (le elementari).

All'infanzia la matematica non è una materia con il suo orario e il suo quaderno. Non ci sono materie, ma «campi di esperienza», e numeri, forme e misure stanno in quello che si chiama «La conoscenza del mondo». Si impara giocando e nelle routine di ogni giorno: contare chi c'è e chi manca sul cartellone delle presenze, apparecchiare per la mensa con un bicchiere per ogni bambino, rimettere a posto i giochi, segnare sul calendario il giorno e il tempo che fa, cantare filastrocche, fare percorsi in salone o in giardino. Le maestre lavorano molto con oggetti veri, dita, dadi e costruzioni, e ogni tanto con qualche scheda.

Su che cosa lavorano i bambini a 5 anni

Il grande obiettivo di quest'anno è il senso del numero: capire davvero che cosa vogliono dire i numeri, non solo saperli recitare. Un bambino può dire la «filastrocca dei numeri» fino a 20 tutta d'un fiato e non aver ancora capito che l'ultimo numero detto, contando, indica quanti oggetti ci sono. Passare dal recitare al contare davvero è una delle conquiste più importanti di questa età.

Per contare bene servono alcune cose che agli adulti sembrano ovvie: dire un numero per ogni oggetto, toccando o spostando ciascuno una volta sola; dire i numeri sempre nello stesso ordine; capire che l'ultimo numero vale per tutto il gruppo. E poi scoprire che il risultato non cambia se si comincia a contare da un'altra parte o se gli oggetti vengono sparpagliati sul tavolo: 5 tappi restano 5, anche se occupano più spazio.

12345 sono 5 in tutto!
Si tocca una celletta alla volta e si dice un numero per ognuna. L'ultimo numero detto, il 5, dice quante sono in tutto.

Insieme al contare arriva il confronto. Prima ancora di usare i numeri, i bambini accoppiano gli oggetti di due gruppi uno a uno: se metti un bicchiere accanto a ogni piatto e avanzano dei piatti, ci sono più piatti che bicchieri, e lo si capisce senza contare. Così nascono le parole «tanti quanti», «di più» e «di meno», che quest'anno tuo figlio o tua figlia sentirà spessissimo.

Che cosa dicono le Indicazioni nazionali

Gli obiettivi validi per tutte le scuole dell'infanzia italiane li fissano le Nuove Indicazioni nazionali (DM 221/2025), che dal 2026/27 valgono per tutte le sezioni dell'infanzia. Non danno un programma per i 5 anni: i loro obiettivi valgono per tutti e tre gli anni, dai piccoli ai grandi. Per la matematica parlano di «una prima familiarizzazione con il concetto di quantità, di numero, di classificazione e la realizzazione di misure». In concreto chiedono questo:

Che cosa dicono le IndicazioniChe cosa vuol dire in pratica
«Raggruppare, contare, ordinare, misurare e quantificare oggetti di vario genere»Mettere insieme i giochi dello stesso colore, contare i bicchieri per la mensa, mettere in fila i pastelli dal più corto al più lungo.
Fare «semplici operazioni matematiche in contesti reali» e rappresentarne i risultati «sotto forma di simboli»Aggiungere e togliere con oggetti veri («arrivano altri 2 bambini: quanti siamo adesso?») e segnare quanti sono con un disegno, con delle crocette o con una cifra.
Le parole della posizione: sopra e sotto, avanti e dietro, destra e sinistra, lontano e vicino, dentro e fuoriGiochi e percorsi in salone o in giardino: «mettiti dietro la sedia», «salta dentro il cerchio».
«Saper riconoscere semplici forme geometriche», nello spazio e sul pianoRiconoscere cerchio, quadrato, triangolo e rettangolo, e scoprire le forme negli oggetti: la palla, il dado, la scatola, la finestra.
«Saper collocare le proprie azioni nel tempo della giornata, della settimana e dell'anno»Prima e dopo, mattina e pomeriggio, ieri, oggi e domani, i giorni della settimana e le stagioni, con il calendario della sezione.

Poi ogni scuola scrive il suo curricolo e le maestre decidono come lavorare con la loro sezione. Ecco che cosa si fa di solito con i grandi, argomento per argomento; i dettagli cambiano da una scuola all'altra.

Contare e conoscere i numeri

Aggiungere, togliere e distribuire

Tutto si fa con le mani e parlando, e i «simboli» di cui parlano le Indicazioni possono essere un disegno, delle crocette o una cifra: non servono operazioni scritte. Se nella sezione di tuo figlio compaiono già i segni + e −, quello che conta resta capire che cosa succede quando si aggiunge e quando si toglie.

Ritmi, insiemi e classificazioni

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Che forma viene dopo? Il ritmo è «triangolo, cerchio, cerchio», quindi tocca a un triangolo. Chiedere al bambino di dire il ritmo ad alta voce lo aiuta a trovarlo.

Forme, posizioni e percorsi

Misure e tempo

Alla fine dell'infanzia, di solito i bambini sanno…

È una fotografia indicativa, non una lista di esami: a questa età le differenze tra un bambino e l'altro sono grandi, e del tutto normali.

Le parole chiave

Sono le parole che tuo figlio sentirà quest'anno. Usarle anche a casa lo aiuta molto.

ParolaChe cosa vuol dire
ContareDire i numeri in ordine, uno per ogni oggetto.
Quanti sono?Il numero degli oggetti di un gruppo. Quando si conta, è l'ultimo numero che si dice.
Tanti quantiDue gruppi con lo stesso numero di oggetti: se li accoppi uno a uno, non ne avanza nessuno.
Di più, di menoPer confrontare due gruppi: quello che ha più oggetti e quello che ne ha meno.
Uno in più, uno in menoIl numero che viene subito dopo o subito prima, quando si conta.
Aggiungere, mettere insiemeMettere altri oggetti o unire due gruppi: la prima idea dell'addizione.
ToglierePortare via qualche oggetto e vedere quanti ne restano: la prima idea della sottrazione.
DistribuireDare a ciascuno la stessa quantità.
RitmoUna sequenza che si ripete sempre uguale, come rosso, blu, rosso, blu.
InsiemeUn gruppo di oggetti che hanno qualcosa in comune, come «l'insieme dei bottoni rossi».
Primo, secondo, ultimoLe parole che dicono il posto di ciascuno in una fila o in una gara.

Ci sono verifiche o voti all'infanzia?

No. Alla scuola dell'infanzia non ci sono voti, giudizi né prove, e nemmeno le prove INVALSI, che arrivano per la prima volta in classe seconda. Le maestre osservano ogni bambino nel gioco, nelle attività e nelle routine, e ne parlano con le famiglie ai colloqui. In molte scuole, alla fine dell'anno, passano alle maestre della primaria un profilo di ciascun bambino, così in prima nessuno riparte da zero. A casa non c'è niente da preparare. Se vuoi sapere come se la cava tuo figlio con numeri e forme, chiedi un colloquio alle sue maestre.

Verso la classe prima

In classe prima tutto diventa un po' più formale: di solito arrivano i numeri fino a 20, la decina, i segni >, < e =, gli amici del 10 e le prime addizioni e sottrazioni scritte sul quaderno a quadretti. Anche la prima, dal 2026/27, segue le Nuove Indicazioni nazionali, e i bambini che oggi sono all'infanzia ci ritroveranno lo stesso filo.

Per arrivarci pronti non servono pile di schede o numeri scritti in bella copia. Aiuta molto di più capire bene i numeri fino a 10: sapere quanti oggetti ci sono in un gruppo, confrontare quantità, vedere che il 6 può essere 5 e 1, 4 e 2 oppure 3 e 3. Scrivere le cifre è un compito della prima: all'infanzia le maestre preparano la mano con il pregrafismo, cioè linee, cerchi e percorsi tracciati con la matita, e a questa età impugnare bene la matita conta più che saper scrivere il 7. In molte scuole, in primavera, i grandi vanno anche a visitare la primaria, per conoscerla prima di settembre.

Come aiutare a casa

Trovi altre idee nella guida La matematica di tutti i giorni.

Il consiglio di Indie

Quando tuo figlio ha finito di contare un gruppo di oggetti, chiedigli: «Quanti sono?». Se ricomincia a contare da 1, non ha ancora collegato l'ultimo numero detto alla grandezza del gruppo. A questa età è normalissimo. Conta insieme a lui, calcando la voce sull'ultimo numero («uno, due, tre, quattro… quattro macchinine!»), e riprova un altro giorno.

La sfida di IndieIndie ha 6 gocce di miele e vuole dividerle in parti uguali tra 3 amiche api. Quante gocce riceve ogni ape? Mostra la risposta

Ogni ape riceve 2 gocce. Si può fare come in sezione: una goccia alla prima ape, una alla seconda, una alla terza, e poi si ricomincia il giro finché le gocce finiscono. Bastano due giri: ogni ape ha 2 gocce, e 2 + 2 + 2 fa 6. Non avanza nessuna goccia, quindi le parti sono proprio uguali!

Schede gratuite per l'infanzia (5 anni)

All'infanzia la matematica si impara soprattutto con oggetti veri, ma queste schede sono perfette per un momento tranquillo. Ognuna ha le soluzioni nella seconda pagina.

Anteprima della scheda «Gli amici del 10»Gli amici del 10Infanzia, 5 anni, Classe prima · Le coppie di numeri che fanno 10Scarica il PDF

Domande veloci

La scuola dell'infanzia è obbligatoria?

No: l'obbligo di istruzione comincia con la classe prima della primaria. La scuola dell'infanzia statale però è gratuita (di solito si paga solo la mensa) e quasi tutti i bambini la frequentano, quindi la maggior parte arriva in prima con tanta esperienza nel contare, confrontare e raggruppare.

Fino a quanto deve saper contare alla fine dell'infanzia?

Le Indicazioni nazionali non fissano un numero. Di solito, alla fine dell'anno dei grandi, i bambini contano bene gli oggetti fino a 10 e recitano i numeri fino a 20 o anche oltre. Conta di più che capiscano bene i numeri piccoli che arrivare lontano con la filastrocca.

Deve saper scrivere i numeri prima di cominciare la prima?

No. Scrivere le cifre è un compito della prima, dove si impara a farlo bene, una cifra per quadretto. Molti bambini ci provano già all'infanzia, ed è normalissimo che a questa età qualche cifra esca al contrario, come il 3 o il 7: con la pratica passa. Adesso è più utile che il bambino impari a tenere bene la matita.

Mio figlio è nato a dicembre e fa più fatica degli altri. È normale?

Sì. Tra i grandi della stessa sezione ci sono bambini nati a gennaio e bambini nati a dicembre: quasi un anno di differenza, che a 5 anni si vede tantissimo. Ogni bambino ha i suoi tempi. Se qualcosa ti preoccupa, parlane con le maestre.

Si può cominciare la prima un anno prima?

Sì, se il bambino compie 6 anni tra il 1° gennaio e il 30 aprile successivi all'inizio della scuola. Per esempio, un bambino nato a marzo 2022 può cominciare la prima a settembre 2027 (e compirà 6 anni a marzo 2028), invece che a settembre 2028. Sono i cosiddetti «anticipatari», e la scelta spetta ai genitori. Prima di decidere vale la pena parlarne con le maestre dell'infanzia, che conoscono bene il bambino.

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