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L'euro e i soldi
Alla scuola primaria, fare matematica con i soldi vuol dire riconoscere monete e banconote, contare una somma, scriverla in euro e centesimi, calcolare quanto si spende e quanto resto ci devono dare. Mette insieme il contare, il valore posizionale, le addizioni e le sottrazioni e, più avanti, i decimali e le percentuali, in una domanda che ai bambini interessa davvero: che cosa posso comprare con la mia paghetta?
Oggi si paga sempre più spesso con la carta o con il telefono, e molti bambini vedono pochissimi contanti: per questo maneggiare monete vere a casa è più utile che mai.
Che cosa si impara, classe per classe
Le Indicazioni nazionali fissano obiettivi solo per la fine della terza e della quinta. Entro la fine della terza si chiede di fare semplici addizioni e sottrazioni con i numeri decimali «anche con riferimento alle monete»; entro la fine della quinta, di passare da un'unità di misura a un'altra «anche nel contesto del sistema monetario». Le Nuove Indicazioni, in vigore dal 2026/27 a partire dalla classe prima, danno spazio anche all'educazione finanziaria: il risparmio, il consumo consapevole, il ragionare in modo proporzionale. Come distribuire il lavoro negli anni lo decidono la scuola e i libri di testo: la tabella mostra le scelte più comuni, ma la classe di tuo figlio o tua figlia può andare un po' più avanti o più indietro.
| Classe | Che cosa si fa di solito |
|---|---|
| Infanzia, 5 anni | Nessun obiettivo sui soldi, ma in molte sezioni si gioca al negozio o al mercato con monete finte. |
| Classe prima | Riconoscere le monete in euro e capire che hanno valori diversi: una moneta da 2 € vale quanto due monete da 1 €. Piccoli acquisti per gioco con euro interi, entro il 20. |
| Classe seconda | Tutte le monete e le banconote. Formare la stessa somma in modi diversi, fare piccole spese e calcolare il resto entro il 100, con euro interi oppure solo con i centesimi. |
| Classe terza | Euro e centesimi scritti con la virgola (3,45 €): è da qui che nascono i primi numeri decimali. Addizioni e sottrazioni con i prezzi, la spesa e il resto in situazioni reali. |
| Classe quarta | I problemi di compravendita: spesa, ricavo, guadagno e perdita, costo unitario e costo totale. Le quattro operazioni con i prezzi: 6 biglietti a 4,75 € l'uno costano 28,50 €. |
| Classe quinta | Problemi con più passaggi, il confronto tra prezzi al chilo, le percentuali e lo sconto: il 20% di sconto su 15 € sono 3 € in meno, quindi si pagano 12 €. Risparmio e scelte di spesa. |
Le idee chiave
1. Conoscere le monete e le banconote
Le monete in euro sono otto: 1, 2, 5, 10, 20 e 50 centesimi, 1 € e 2 €. Le banconote sono sei: 5, 10, 20, 50, 100 e 200 € (quella da 500 € non viene più emessa). E 100 centesimi fanno 1 euro.
Guarda bene il disegno: la moneta da 10 centesimi è più piccola di quella da 5, e quella da 50 centesimi è più grande di quella da 1 €. Né la grandezza né il colore dicono quanto vale una moneta: bisogna leggere il numero (con le banconote invece funziona: più valgono, più sono grandi). Per impararle non c'è niente di meglio che dividere per valore una manciata di monete vere, magari guardando il lato italiano: sui 2 € c'è Dante, sull'1 € l'Uomo vitruviano di Leonardo, sui 10 centesimi la Venere di Botticelli.
2. Contare i soldi: prima le monete che valgono di più
I più piccoli spesso contano ogni moneta come 1, e tre monete diventano «3 centesimi»: fai vedere che una moneta da 20 centesimi vale quanto venti da 1.
Per contare una manciata di monete si comincia da quelle che valgono di più. Due monete da 20 centesimi, una da 10, una da 5 e una da 2: «20, 40, 50, 55, 57. Sono 57 centesimi». È il contare a salti di 10, di 5 e di 2 che si allena in numeri e valore posizionale.
La stessa somma si può formare in tanti modi: 1 € sono due monete da 50 centesimi, cinque da 20 o dieci da 10. Per usare meno monete possibile si prende la moneta di valore più alto che ci sta, poi quella di valore più alto che ci sta in quello che manca, e così via. Per 85 centesimi: 50 + 20 + 10 + 5, quattro monete.
3. Euro e centesimi: la virgola
Le somme si scrivono con la virgola: 3,45 € sono 3 euro e 45 centesimi, cioè 345 centesimi. Si legge «tre euro e quarantacinque» o, al bar, «tre e quarantacinque». Sui cartellini dei negozi trovi spesso il simbolo davanti, «€ 3,45»: vuol dire la stessa cosa.
Dopo la virgola ci sono sempre due cifre: 2,07 € sono 2 euro e 7 centesimi, 2,70 € sono 2 euro e 70 centesimi. Si scrive tutto in centesimi o tutto in euro, senza mescolare: 45 centesimi oppure 0,45 €, mai «0,45 centesimi».
In terza i soldi diventano la porta d'ingresso ai numeri decimali: in 3,45 € il 3 sono le unità (3 euro), il 4 i decimi (4 monete da 10 centesimi, perché 10 centesimi sono un decimo di euro) e il 5 i centesimi. Il centesimo è proprio la centesima parte di un euro: il nome lo dice già.
Lascia che tuo figlio paghi con monete vere al forno o in edicola, e chiedigli di calcolare il resto prima che glielo diano. Se paghi quasi sempre con la carta o con il telefono, tieni un salvadanaio pieno di monete per giocare al negozio in casa.
4. Il resto: contare in avanti
Il resto è una sottrazione, ma il modo più comodo per calcolarlo è quello dei negozianti di una volta: contare in avanti dal prezzo fino a quello che hai dato. Un quaderno costa 1,80 € e paghi con 5 €: da 1,80 € a 2 € ci sono 20 centesimi, da 2 € a 5 € ci sono 3 €. Il resto è 3,20 €.
Con prezzi meno tondi si va a salti comodi: fino alla decina di centesimi, poi fino all'euro, poi fino alla somma pagata. Al forno la pizza al taglio per tutta la famiglia costa 6,35 € e paghi con 10 €:
Il resto è 3,65 €. I primi due salti insieme fanno 65 centesimi, perché 35 e 65 sono «amici del 100», cugini degli amici del 10 che i bambini conoscono dalla prima. Per controllare si fa un'addizione: 6,35 € + 3,65 € = 10 €.
5. Perché alla cassa il totale cambia: l'arrotondamento
Dal 1° gennaio 2018 l'Italia non conia più le monete da 1 e da 2 centesimi. Quelle in circolazione valgono ancora, ma se paghi tutto in contanti il totale dello scontrino si arrotonda al multiplo di 5 centesimi più vicino. Si arrotonda solo il totale, non i singoli prezzi, e con la carta si paga l'importo esatto, al centesimo.
| Ultima cifra del totale | Che cosa succede | Esempio |
|---|---|---|
| 1 o 2 | si arrotonda per difetto, a 0 | 3,42 € → 3,40 € |
| 3 o 4 | si arrotonda per eccesso, a 5 | 3,43 € → 3,45 € |
| 6 o 7 | si arrotonda per difetto, a 5 | 8,66 € → 8,65 € |
| 8 o 9 | si arrotonda per eccesso, alla decina di centesimi successiva | 20,99 € → 21,00 € |
Se il totale finisce già con 0 o con 5, non cambia nulla. Per la quarta e la quinta è un esercizio di arrotondamento preso dalla vita vera.
6. La spesa e la compravendita
I problemi sulla spesa di solito hanno due passaggi, e a scuola si risolvono con lo schema classico dati, domanda, operazioni, risposta. Al bar Pietro compra 3 cornetti da 1,40 € l'uno e paga con 5 €: quanto resto riceve? Prima il costo totale: 3 × 1,40 € = 4,20 €. Poi il resto: da 4,20 € a 5 € ci sono 80 centesimi. Risposta: Pietro riceve 0,80 € di resto.
In quarta arriva la compravendita: la spesa è quanto si paga, il ricavo quanto si incassa vendendo; se il ricavo supera la spesa c'è un guadagno, altrimenti una perdita. Per il mercatino di Natale la classe spende 18 € di cartoncino e nastri e prepara 30 segnalibri: il costo unitario è 18 € : 30 = 0,60 €. Li vende tutti a 1,50 € l'uno, con un ricavo di 30 × 1,50 € = 45 €. Il guadagno è 45 € − 18 € = 27 €. Se ne vendesse solo 10, ricaverebbe 15 € e avrebbe una perdita di 3 €.
Nelle operazioni in colonna la regola d'oro è virgola sotto virgola: 12,75 € + 4,60 € = 17,35 €. E se la calcolatrice scrive 3,5, sono 3 euro e 50 centesimi, non 3 euro e 5.
7. Risparmiare, confrontare i prezzi, capire gli sconti
Per parlare di risparmio non c'è niente di più concreto del salvadanaio. Aurora riceve 4 € di paghetta alla settimana e ne mette da parte 1,50 €: per un gioco da 15 € le servono 10 settimane, perché 10 × 1,50 € = 15 €.
In quinta si impara anche a scegliere. Al mercato le mele sfuse costano 2,20 € al chilo e un sacchetto da 2 kg costa 3,80 €: nel sacchetto un chilo costa 3,80 € : 2 = 1,90 €, quindi conviene il sacchetto (purché poi le mele si mangino tutte: anche questo è consumo consapevole). E arrivano i saldi: scarpe da ginnastica da 40 € con il 25% di sconto costano un quarto in meno, cioè 10 € in meno: si pagano 30 €.
Errori frequenti
- Più grande, vale di più: pensare che la moneta da 10 centesimi valga meno di quella da 5 perché è più piccola.
- Contare le monete invece dei valori: dire che una moneta da 20 centesimi, una da 10 e una da 5 fanno «3 centesimi».
- Scrivere male le somme: 1,5 € per «un euro e cinque centesimi» (è 1,05 €), il punto al posto della virgola (3.45 €) o le due scritture mescolate (0,45 centesimi invece di 0,45 € o 45 centesimi).
- Mescolare euro e centesimi: sommare 2 € e 50 centesimi e dire «52». Prima si porta tutto alla stessa unità: 2 € sono 200 centesimi, quindi il totale è 250 centesimi, cioè 2,50 €.
- Sottrazioni in colonna con gli zeri: 10,00 − 6,35 obbliga a chiedere in prestito più volte di fila, e lì scappano gli errori. Contare in avanti è più sicuro, e la prova con l'addizione toglie ogni dubbio.
Giochi da cinque minuti da fare a casa
- Il negozio in casa. Metti i cartellini con il prezzo su giocattoli o barattoli della dispensa (fino a 1 € per i più piccoli, fino a 20 € per i più grandi). A turno uno compra e l'altro fa il negoziante e dà il resto.
- Svuotiamo il salvadanaio. Tuo figlio rovescia il salvadanaio, divide le monete per valore e conta il totale, partendo da quelle che valgono di più.
- Meno monete possibile. Con quante monete, al minimo, si pagano 1,75 €? (Quattro: 1 €, 50, 20 e 5 centesimi.)
- Indovina lo scontrino. Al supermercato tuo figlio arrotonda ogni prodotto all'euro più vicino e tiene il conto a mente; alla cassa confronta la stima con lo scontrino.
- Arrotonda come alla cassa. Per quarta e quinta: prendi un vecchio scontrino e chiedi quanto si sarebbe pagato in contanti, con l'arrotondamento ai 5 centesimi.
La sfida di IndieAl mercato, l'ape Indie compra un vasetto di miele di castagno a 4,35 € e un sacchetto di polline a 2,78 €. Paga in contanti con una banconota da 10 €. Quanto resto riceve? E quali monete riceve, se gliele danno usando meno monete possibile? Mostra la risposta
Prima il totale: 4,35 € + 2,78 € = 7,13 €. Indie paga in contanti, quindi il totale si arrotonda: 7,13 € finisce con 3 e diventa 7,15 €. Poi si conta in avanti da 7,15 € a 10 €: 5 centesimi fino a 7,20 €, 80 centesimi fino a 8 € e 2 € fino a 10 €. Indie riceve 2,85 € di resto. Con meno monete possibile: una da 2 €, una da 50 centesimi, una da 20, una da 10 e una da 5. Cinque monete in tutto.
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Contare le moneteClasse seconda, Classe terza · Somma le monete in centesimiScarica il PDF
Quanto resto ricevi?Classe terza, Classe quarta · Pagando con 1 €, 2 € e 5 €Scarica il PDFRisposte veloci
Le otto monete (da 1 centesimo a 2 €) e le banconote da 5 a 200 €, sapendo quanto vale ciascuna. Di solito le monete arrivano in prima e il quadro completo in seconda.
Con la virgola e sempre due cifre per i centesimi: 4,60 € (sui cartellini anche € 4,60), oppure tutto in centesimi: 460 centesimi. Non si mescolano le due scritture, come in «0,45 centesimi».
Perché dal 2018 in Italia non si coniano più le monete da 1 e da 2 centesimi: se paghi tutto in contanti, il totale si arrotonda al multiplo di 5 centesimi più vicino (20,99 € diventa 21,00 €, 3,42 € diventa 3,40 €). Con la carta si paga l'importo esatto.
In terza: le Indicazioni nazionali chiedono, entro la fine della terza, semplici addizioni e sottrazioni con i decimali, anche con le monete. In quarta e in quinta si usano tutte e quattro le operazioni con i prezzi.
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