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Dall'infanzia (5 anni) alla quinta primaria

La matematica classe per classe

Il mio favo cresce una celletta alla volta, e ogni celletta nuova si appoggia a quelle di prima. Con la matematica succede lo stesso! Cerca la classe di tuo figlio e scopri quali cellette sta costruendo quest'anno.

In Italia la classe di un bambino dipende dal suo anno di nascita. Chi compie 6 anni entro il 31 dicembre comincia la classe prima della scuola primaria (le elementari) a settembre di quell'anno; chi li compie tra il 1° gennaio e il 30 aprile dell'anno dopo può iniziare in anticipo, se i genitori lo scelgono (sono i cosiddetti «anticipatari»). Da lì si sale di una classe ogni settembre, fino alla classe quinta. Ogni regione fissa il proprio calendario scolastico: di solito le lezioni della primaria cominciano tra la prima e la terza settimana di settembre e finiscono nella prima metà di giugno. Nella maggior parte delle scuole l'anno è diviso in due quadrimestri.

Prima della primaria c'è la scuola dell'infanzia (che molti chiamano ancora «l'asilo» o «la materna»), dai 3 ai 6 anni, con i suoi tre gruppi d'età: i piccoli, i mezzani e i grandi. Non è obbligatoria, ma nella scuola statale è gratuita (di solito le famiglie pagano solo la mensa) e quasi tutti i bambini la frequentano. L'obbligo di istruzione comincia con la classe prima e dura dieci anni, dai 6 ai 16 anni. Dopo la quinta si passa alla scuola secondaria di primo grado, le medie. L'orario della primaria cambia da scuola a scuola: da 24 a 30 ore alla settimana oppure il tempo pieno, 40 ore con la mensa. Ogni guida racconta che cosa si fa in matematica in quella classe, con idee per casa, una sfida di Indie e schede gratuite da stampare.

Scegli una classe

Ogni riquadro riassume quello che si fa di solito in quella classe; l'ordine preciso degli argomenti dipende dalla scuola e dal libro di testo.

Classi, età e scuole

ClasseEtàScuolaAnno di nascita (2026/27)Indicazioni nazionali
Infanzia, 5 anni5–6 anniScuola dell'infanzia (non obbligatoria)2021Nuove Indicazioni 2025
Classe prima6–7 anniScuola primaria (obbligatoria)2020Nuove Indicazioni 2025
Classe seconda7–8 anniScuola primaria (obbligatoria)2019Indicazioni 2012
Classe terza8–9 anniScuola primaria (obbligatoria)2018Indicazioni 2012
Classe quarta9–10 anniScuola primaria (obbligatoria)2017Indicazioni 2012
Classe quinta10–11 anniScuola primaria (obbligatoria)2016Indicazioni 2012

Le età della tabella sono quelle che i bambini compiono nei due anni solari a cavallo dell'anno scolastico: in terza, per esempio, quasi tutti compiono 8 anni nel 2026 e 9 nel 2027. Così, a settembre, nella stessa classe c'è chi è nato a gennaio e ha già 8 anni e 8 mesi e chi è nato a dicembre e ne ha ancora 7; con gli anticipatari la distanza può superare l'anno.

Che cosa chiedono le Indicazioni nazionali

Che cosa si impara a scuola in tutta Italia lo stabiliscono le Indicazioni nazionali del Ministero. Per la primaria non danno un programma anno per anno: fissano gli obiettivi da raggiungere entro la fine della terza ed entro la fine della quinta, divisi in tre nuclei, «Numeri», «Spazio e figure» e «Relazioni, dati e previsioni». All'infanzia non ci sono materie: la matematica fa parte del campo di esperienza «La conoscenza del mondo».

QuandoChe cosa chiedono, in sintesi
Scuola dell'infanziaRaggruppare, contare, ordinare, misurare e confrontare oggetti di ogni tipo; riconoscere semplici forme geometriche; usare le parole della posizione (sopra e sotto, dentro e fuori, destra e sinistra, vicino e lontano); collocare le proprie azioni nella giornata, nella settimana e nell'anno.
Entro la fine della terzaContare in avanti, all'indietro e per salti; leggere, scrivere, confrontare e ordinare i numeri naturali sapendo che il valore di una cifra dipende dalla sua posizione; fare semplici calcoli a mente e spiegare come si è fatto; conoscere «con sicurezza» le tabelline fino a 10; eseguire le operazioni «con gli algoritmi scritti usuali», cioè in colonna; leggere e scrivere i primi numeri decimali, anche con le monete e le misure; riconoscere e descrivere le figure; seguire e descrivere un percorso; classificare; leggere e costruire diagrammi e tabelle; misurare lunghezze e tempi con unità arbitrarie e con il metro e l'orologio.
Entro la fine della quintaEseguire le quattro operazioni «con sicurezza», scegliendo tra calcolo mentale, scritto o calcolatrice; la divisione con resto, i multipli e i divisori; operare con le frazioni e riconoscere quelle equivalenti; usare decimali, frazioni e percentuali nella vita di tutti i giorni; i numeri negativi in contesti concreti, come le temperature; conoscere sistemi di numerazione di altri tempi e luoghi, come i numeri romani; il piano cartesiano; riconoscere figure traslate, ruotate e riflesse; riprodurre una figura in scala; calcolare il perimetro delle figure e l'area di rettangoli e triangoli; frequenza, moda e media; passare da un'unità di misura a un'altra (le equivalenze), anche con l'euro; capire quale tra due eventi è il più probabile.

La riga dell'infanzia viene dal nuovo testo del 2025; quelle della terza e della quinta riassumono le Indicazioni nazionali del 2012, quelle che valgono per i bambini che oggi sono in terza e in quinta. Dal 2026/27 si applicano le Nuove Indicazioni nazionali (DM 221/2025): nel 2026/27 le seguono tutte le sezioni dell'infanzia e, alla primaria, le classi prime. Da lì il nuovo testo sale di una classe ogni anno, mentre le classi che oggi vanno dalla seconda alla quinta tengono quello del 2012 fino alla fine della primaria; tutta la primaria seguirà le Nuove Indicazioni dal 2030/31. Per la matematica i due testi sono molto vicini. Il nuovo aggiunge l'informatica (descrivere un'attività con una sequenza di passi precisi, scrivere e provare piccoli programmi), dà più spazio all'educazione finanziaria (il risparmio, il consumo consapevole, il ragionamento proporzionale) e alla storia della matematica, e in quinta mette la mediana accanto a moda e media.

Come distribuire gli argomenti anno per anno lo decide ogni scuola nel suo curricolo d'istituto, e nella pratica conta molto il libro di testo. Per questo in una scuola le tabelline arrivano tutte in seconda e in un'altra si completano in terza, e i «numeri fino a 100» o «fino a 1000» delle nostre guide sono quello che si fa di solito, non una regola nazionale. Quasi tutte le scuole insegnano le operazioni in colonna sul quaderno a quadretti; alcune affiancano il metodo analogico o il metodo Singapore (ne parliamo in come si insegna oggi la matematica). Se qualcosa non coincide con il quaderno di tuo figlio o tua figlia, vale quello che fa la sua maestra. Preferisci cercare per argomento? Li trovi tutti nella pagina degli argomenti.

Valutazione e prove

ClasseChe cosa c'èQuandoIn che cosa consiste
Infanzia, 5 anniNessuna prova e nessun votoDurante tutto l'annoLe insegnanti osservano i bambini e ne parlano con le famiglie. In molte scuole, alla fine dell'anno, passano un profilo di ogni bambino alle maestre della primaria.
Dalla prima alla quintaGiudizio sintetico sul documento di valutazione (la «scheda» o «pagella»)Alla fine di ogni quadrimestre (o trimestre)Un giudizio per ogni materia: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente o non sufficiente, ognuno legato a una descrizione del livello raggiunto. Nasce dalla valutazione continua: le verifiche, il lavoro in classe, i quaderni. Alla primaria non ci sono voti in decimi: arrivano alle medie.
Classe secondaProve INVALSI di matematica e di italianoAll'inizio di maggioLe svolgono tutti gli alunni di seconda, nello stesso giorno in tutta Italia, su carta. La prova di matematica dura circa 45 minuti.
Classe quintaProve INVALSI di matematica, italiano e ingleseAll'inizio di maggioSu carta, per tutti gli alunni di quinta. La prova di matematica dura circa 75 minuti, più un breve questionario.
Fine della quintaCertificazione delle competenzeA giugnoUn documento che descrive le competenze raggiunte dal bambino alla fine della primaria. Non c'è nessun esame.

Le prove INVALSI servono a fotografare la scuola italiana, non a giudicare il singolo bambino: non c'è un punteggio minimo, non contano per i giudizi né per il passaggio di classe, e la scuola riceve i risultati della classe, non un voto per ogni alunno. Se vuoi farti un'idea di come sono fatte, l'INVALSI pubblica online le prove degli anni passati. Si ripete l'anno solo in casi eccezionali, con una decisione unanime degli insegnanti. Non esiste un test nazionale sulle tabelline né una prova d'ingresso per le medie: a gennaio, durante la quinta, i genitori fanno l'iscrizione alla scuola media, e a settembre si comincia la prima media. Spieghiamo tutto con calma nella guida a verifiche, giudizi e prove INVALSI.

Il consiglio di Indie

Non preoccuparti se tuo figlio è avanti in un argomento e indietro in un altro. Ogni bambino ha i suoi tempi, e nella stessa classe c'è quasi un anno di differenza tra chi è nato a gennaio e chi è nato a dicembre. Usa le guide per vedere che cosa arriva dopo e, se qualcosa ti preoccupa, parlane con la maestra ai colloqui o chiedi un colloquio apposta: una chiacchierata con lei vale più di una pila di schede.

Domande veloci

In che classe è mio figlio quest'anno?

Guarda l'anno di nascita. Nell'anno scolastico 2026/27 i nati nel 2021 sono all'ultimo anno dell'infanzia, i «grandi»; i nati nel 2020 sono in classe prima, i nati nel 2019 in seconda, e così via fino ai nati nel 2016, che sono in quinta. Fanno eccezione gli anticipatari: un bambino nato tra gennaio e aprile del 2021, per esempio, può essere già in prima, se i genitori lo hanno scelto. Ogni settembre si sale di una classe.

La scuola dell'infanzia è obbligatoria?

No. L'obbligo di istruzione comincia con la classe prima della primaria e dura fino a 16 anni. La scuola dell'infanzia statale però è gratuita (di solito si paga solo la mensa) e quasi tutti i bambini la frequentano, così arrivano in prima con tanta esperienza nel contare, confrontare, raggruppare e ordinare.

Alla fine della quinta c'è un esame?

No. Il vecchio esame di quinta elementare non esiste più da molti anni. Alla fine della primaria la scuola rilascia la certificazione delle competenze, e il primo vero esame, l'esame di Stato, arriva alla fine della terza media.

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